Cosa accade in sala parto? Sveliamo cos’è davvero la manovra di Kristeller

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Cosa accade in sala parto? Sveliamo cos’è davvero la manovra di Kristeller

A ogni donna che si prepara al parto è capitato di ascoltare storie di mamme che, senza preoccuparsi affatto della sensibilità delle future puerpere, si dedicano con dovizia di particolari alla descrizione dei loro parti, attraverso immagini talvolta traumatiche o dolorose. Non è raro sentire dall’amica della mamma o della sorella racconti di ostetriche o ginecologi che sono letteralmente saliti sulle loro pance, per accelerare la fase di espulsione del bambino.

E allora, capiamo bene cosa sta dietro a questi terribili racconti! ricordandoci di non ascoltare mai solo le storie altrui, ma di consultare personale medico competente se si hanno paure, ansie o dubbi per il proprio parto!

L’esperienza del parto è forse uno dei momenti più intensi e miracolosi nella vita di una donna. È anche un momento delicato, che deve essere monitorato e difeso da possibili contrattempi o complicazioni. La figura dell’ostetrica e del medico hanno il compito di accompagnare la donna in questo evento straordinario e naturale, assecondando i suoi tempi e le sue convinzioni etiche e morali.

La donna e suo figlio sono indiscutibilmente al centro di un momento unico, il cui obiettivo è quello di dare e passare alla vita, nella maggiore sicurezza possibile.

Per questo è fondamentale per ogni futura neo mamma conoscere tutto quello che caratterizza il parto, le sue fasi e le pratiche che quotidianamente vengono messe in atto in sala parto, compreso quelle non propriamente raccomandate dall’OMS o addirittura potenzialmente pericolose per lei e per il nascituro.

“Fundal Pressure” o manovra di Kristeller

Quando una donna racconta dell’ “aiutino” ricevuto in sala parto o, più descrittivamente, del ginecologo che ha premuto con forza sulla sua pancia liberandola infine da quel dolore insostenibile, si riferisce alla Fundal Pressure o manovra di Kristeller.
La manovra prende il nome dal suo ideatore Samuel Kristeller.  Samuel Kristeller nacque nel 1820 in Polonia, lavorò per molto tempo come medico a Gniezno, poi a Berlino, dove morì nel 1900. Nel 1867 pubblicò uno studio intitolato “Nuovo metodo nella gestione del parto connesso all’utilizzo di manovre esterne”, nel quale descrive la tecnica, le condizioni e le raccomandazioni per l’esecuzione della manovra.

Questa pratica consiste nell’effettuare una serie di spinte, col braccio o con l’avambraccio, dalla base verso il collo dell’utero, al fine di fare uscire rapidamente il feto dall’utero e quindi far partorire la gestante.

Se mal effettuata, le conseguenze di questa manovra possono essere molto gravi per il feto e per la salute della mamma: lesioni al perineo, lesioni dell’utero, danni permanenti al bambino e addirittura la morte.

Perché la manovra di Kristeller

Può accadere che la futura mamma, durante il travaglio e durante il parto, esaurisca le proprie forze fisiche e psicologiche. Questo esaurimento è particolarmente evidente quando l’età materna è avanzata (sopra i 35 anni) e l’utero perde in parte la sua forza di contrattilità, ma anche quando la posizione del feto è tale da impedirne l’incanalamento e quindi l’espulsione in tempi ragionevoli.

In questi casi è possibile che la partoriente non riesca a aiutare correttamente il feto nella progressione e nella discesa nel canale del parto, verso il collo uterino: le mancano le forze per assecondare le contrazioni uterine spontanee o provocate dai farmaci (Ossitocina).

L’allungamento dei tempi del travaglio e dell’espulsione aumenta la possibilità di rischio di sofferenza fetale spingendo spesso i sanitari ad effettuare sull’utero materno la manovra di Kristeller.

La manovra invisibile

La letteratura medica mette in guardia dai rischi derivati dall’uso della manovra di Kristeller, a tal punto che l’OMS ne sconsiglia la pratica e Spagna e Inghilterra hanno provveduto a proibirla nelle sale parto.

In Italia tale manovra non è illegale e, purtroppo, non è regolamentata in modo chiaro e tantomeno monitorata in maniera corretta. Non esigendo il consenso informato della donna prima del travaglio, molto spesso la pratica è usata in fase di espulsione senza poi essere riportata nella cartella clinica della donna.

In realtà, anche in Italia qualcosa si è mosso: la sentenza della Corte di Appello di Caltanissetta (I Sezione Penale, n. 1061/06 del 7/11/2006) ne ammette l’esistenza anche se non ha condannato il medico coinvolto che, durante il parto, eseguendo la manovra Kristeller senza riportarla in cartella clinica, è stato denunciato dai genitori del bambino che ha riportato danni permanenti alla funzionalità del braccio destro. La Corte d’Appello ha di fatto ammesso il ricorso alla pratica in caso di estrema urgenza, svelando però il diffuso malcostume dell’occultamento della pratica in cartella clinica. La mamma ha potuto accertare l’uso della manovra solo perché il marito presente ha testimoniato descrivendone l’accaduto.

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È possibile ridurre il ricorso alla manovra Kristeller?

Il parto è un momento delicato che non potrà mai essere completamente privo di rischi o imprevisti. Ci sono però modalità e accorgimenti che possono contribuire a un più sereno svolgimento della nascita di un bambino:

  • per prima cosa è importante che la donna abbia un rapporto di fiducia e di stima nei confronti del ginecologo e dell’ostetrica di sala parto. Le due figure coinvolte devono sostenere la mamma in un percorso, favorendone la propria autostima e concentrazione;
  • è importante favorire posizioni  che rendano il più possibile efficace lo sforzo della mamma di assecondare la contrazione spontanea, sfruttandola forza di gravità;
  • non incitare la donna a spingere, finché non avverte spontaneamente il premito.
2 Comments

2 Comments on Cosa accade in sala parto? Sveliamo cos’è davvero la manovra di Kristeller

  1. Giovanna
    09/10/2015 at 08:20 (4 anni ago)

    grazie per l’articolo. E’ importante che se ne parli. Ogni donna ha il diritto di conoscere e decidere se acconsentire alla manovra di Kristeller.

    Rispondi
    • Vale
      16/12/2015 at 09:54 (4 anni ago)

      D’accordo. Anche a me l’hanno fatto ma non sapevo che fosse pericolosa…

      Rispondi

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